Rolling StoneRolling Stone ha postato la sua recensione di Humanoid ed è il secondo critico nord americano a dargli due stelle. Diversamente dalla recensione precedente, questa è molto meno specifica, ma è focalizzata su Bill. Confrontano il cambio di stile di Bill (nella sua vita precedente deve essere stato un mohawk) con il suo cambio di sound, dicendo che entrambi sono diventati più delicati e bassi.
John Lucas (Vancouver)A Vancouver, Canada, hanno recensito Humanoid dandogli solo 2 stelle su un possibile si 5. La ragione principale del recensore John Lucas è quanto siano cambiati. Ha detto di aver conosciuto per la prima volta la Band nel 2005 durante un viaggio in Europa ed è stato il suo segreto fino all’uscita del loro primo Album in inglese nel 2007. Dice che a questo punto ha capito di preferire la Band quando non sapeva cosa dicevano, e all’inizio Humanoid glielo ha mostrato di nuovo.
TRADUZIONE MIA, SE PRENDI CREDITA IL FORUM!Laut.de- Tokio Hotel - HumanoidTRADUZIONE DI TATITHA, SE PRENDETE CREDITATE AL FORUM
E’ chiaro: I Tokio Hotel sono le superstar assolute della scena musicale tedesca. Per gli adolescenti di mezzo mondo, la reverenza, l’amore e l’odio abissale nei loro confronti sono infiniti.
Ormai tutti loro sono dei giovani uomini, e meritano essere giudicati senza pregiudizi sulle loro attuazioni musicali. Intanto il loro terzo album, Humanoid, rimane fresco negli scaffali e delude, come molti avevano previsto, raggiungendo le più basse aspettative.
Distaccando alcuni punti si può riassumere rapidamente: Il trio insieme a Bill Kaulitz è maturato molto; gli strumenti e suoni utilizzati sono molto interessanti. “Hunde” ad esempio, brillante tema, preferito di alcuni con un “ricordo di Blue Monday” impressionerà tutti, inclusi i più ostinati oppositori della band.
Per i Tokio Hotel, ancora, hanno collaborato con importanti celebrità, per il loro terzo album, come Guy Chamber (compositore di Robbie Williams) e Desmond Child, i vecchi veterani della radio rock.
Il risultato? Tutte le lamentele e le scintille arrangiate al miglior modo nello stile della fantascienza plastificata - incluso il nome dell’album implica temi virili “tradotti.” Nessun termine se non “musikähnlich (simile alla musica)” è il più appropriato.
“Komm” è un attentato all’udito. Bill Kaulitz ci tormenta così tanto che ci da la sensazione di voler simulare la fine di Van Gogh. Questo ci attira come un filo rosso in mezzo ad un’opera d‘arte: Nonostante il leader possieda una voce alta di natura, continua ad essere troppo bassa quando cerca di arrivare al tono più alto della canzone perché semplicemente non ha il volume necessario.
Il risultato è rischioso e quasi tutte le canzone sono modificate ance se con realizzazioni di qualità.
Si ricorda un qualcosa di rustico nei cori di "Sonnersystem" e "Zoom" e sopravvivere senza arrivare alle nausee, è difficile.
Questa deficienza dell’uomo che tenta di occultare con una sopraattuazione vana, quasi tutti tratti della voce del cantate della band di Magdeburgo, è simile a una gomma da masticare, Sembra che il cantante urli di fronte al pubblico e si lamenti.
Drammaturgia nella struttura della canzone? Scorretto! L'album è tanto gradevole come la mendicità aggressiva nella zona pedonale. Come l'amante di "Wikitravel", uno può solo desiderare al Sig. Kaulitz che abbia sufficiente combustibile per la strada solitaria, di nuovo in un carro armato.
Le canzoni non possono risparmiare tanto. Non dovrebbe essere un Rilke, o servire in Poptexte. Ma qui è la cosa più vuota è "I tuoi occhi / che non posso andare.” L'angoscia tipica di rime a livello commerciale del caffè. Per la composizione è essenzialmente lui stesso, i modelli semplici con melodie che posso comprovare la capacità di scambio totale che non piace ascoltare - ma per fortuna l'album non ti rimane molto tempo in mente.
Il quasi-movimento di semplicità rappresenta un chiaro passo all'indietro verso la vecchia energia arrabbiata come quella di "Scream."
I Tokio Hotel continuano a dipendere, molto, dalla loro immagine e apparenza esterna. Questa è la loro strada prediletta e presto si dimostrerà essere un vicolo cieco.
"Humanoid" è certamente una triste vittoria per la falsità dei contenuti.
Fonte: laut.de.
EDIT by AshleyTraduzione mia, credits al forum obbligatori.Let's Sing It: I Tokio Hotel pubblicano "Humanoid"La glam rock band tedesca Tokio Hotel, ha pubblicato il secondo album inglese (il terzo in tedesco), "Humanoid", oggi. [n.d.t. l'articolo risale al 6 ottobre]. Il primo singolo "Automatic" è uscito il mese scorso e sembra piacere molto ai fan.
Confesso di non sapere molto su questa band ma posso ben vedere il loro fascino. Sono unici e mi ci è voluto un po' per rendermi conto che il cantante leader Bill Kaulitz ed il chitarrista Tom Kaulitz sono gemelli. Sapevo che fossero fratelli, ma hanno uno stile così diverso che è davvero figo. Molti gemelli cercano di trarre vantaggio dalla loro somiglianza, cosa che trovo davvero irritante quando hanno più di dieci anni.
L'anteprima che ho sentito è piuttosto discreta a dire il vero. E' glam rock ovviamente e più volte mi sono sentito come se stessi ascoltando qualcosa fine anni 80/primi anni 90. Sembra che abbiano campionato un po' di "Personal Jesus" per la canzone "Human Connect To Human" ma non ho avuto modo di trovare qualcosa che lo confermasse.
letssingit.com
TRADUZIONE DI Regen;; SE PRENDI CREDITA IL FORUM!8 Ottobre, Aidan Williamson (Strangeglue)
Dite “musica tedesca” e la maggior parte delle persone penserà ‘Rammstein’ con la sola conosciuta opzione del calibro di 'Atari Teenage Riot' o 'Wir sind Helden'.
Una volta che la gente si rende conto che non sono Giapponesi, tutto cambia con l’avvento dei Tokio Hotel: una band pop-rock perfettamente scolpita con una liscia padronanza della lingua inglese, e un sound unico e uno stile come si può immaginare da una band di ragazzi indebitata dall’ondata emo.
Il loro secondo Album in lingua inglese (terzo in generale) è stato registrato in entrambe le lingue ed è chiaramente posizionato per tentare la conquista del mondo. I tedeschi cercano di conquistare il mondo…dove sono gli americani quando hai bisogno di loro? Non è la prima volta che è stata fatta una domanda del genere.
Il pezzo “Monsoon” ha portato molta attenzione attorno ai Tokio Hotel, ed è chiaro da Humanoid che non vogliono sprecarne. Dal vero inizio, è un Album perfetto nel suo obbiettivo di distillazione dei pixel pop. I soggiorno occasionale nell’elettroclash (come in “Dogs Unleashed”) getta una piccola ombra sopra il prato, ma considerando la forza di tutto ciò che gli sta intorno, è facilmente trascurata.
Raccogliendo i riflettori su questo Album è come sparare ai dei pesci in un acquario. Avete bisogno solo di un proiettile e non è garantito uccidere il pesce, annegare il gatto e possibilmente ferire immediatamente qualche piccolo bambino che si avvicina. C’è la potenza della ballata “Zoom Into Me” (che probabilmente ruba il riff di piano della canzone “Everything” di Britney Spears), poi c’è il travolgente ritornello di “World Behind My Wall”, il calpestio elettronico di “Human Connect To Human”, un titolo di una canzone che suona dolce finchè non sentite parlare di
questo film.
Prestando un pensiero personale, dovremmo ascoltare “Automatic”. La potenza degli accordi conduce senza soluzione da una magnifica introduzione ad un esplosivo ritornello in cui il front-man Bill Kaulitz mostra la sua abilità nel superare la scala di ottave di cui nessuno in JJ72 o Mew sarebbe capace.
Mentre Humanoid potrebbe essere deriso per il prestito fortemente riconoscibile da una miriade di altri artisti, non è una cosa che porta in basso l’Album per la semplice ragione che loro usano meglio questo genere di effetti. Per un Album pop da essere considerato forte nella melodia, vario nel tono, unico nel sound e nel contenuto, affermato, e completamente privo di condiscendenza, è invece una cosa rara.
Adottate la cittadinanza francese e ora cedete, questa è un’invasione irrefrenabile.
Fonte:
Strangeglue.com
Ivana Pozzo
[Electronic Pop] Tokio Hotel - Humanoid (2009)
Giovedì 01 Ottobre 2009 00:50 Il nuovo lavoro dei Tokio Hotel, terzo disco da studio, è pieno zeppo di synths, tastiere, effettistica varia e un monte di elettronica. Ora c’è da capire quanto questa scelta sia stata loro (l’hanno sostenuta nettamente durante le interviste) o quanto dettata da una strategia ben precisa: essere ancora più orecchiabili e accessibili, smorzando quel pelo di rock che usciva ogni tanto dai loro pezzi precedenti, motivando il “nuovo” sound come un segno di maturità, crescita e sperimentazione. Una produzione perfetta ma molto fiacca se vista dal versante Tom Kaulitz, chitarrista e sotto sotto vero capo della band, permetterà a queste composizioni innocue di fare facilmente breccia nel cuore di adolescenti di varia estrazione musicale. La titletrack è il brano più rockeggiante, il resto, molto depotenziato alla base, è studiato per essere cantabile e “da arena”, farcito di chorus ariosi ovviamente da presa istantanea.
Tuttavia la ‘nuova’ direzione non era esattamente scontata o prevedibile, di conseguenza “Humanoid” avrà un successo pazzesco e porterà ancora più in alto questi quattro sbarbini verso nuove vette di popolarità del music business. Li aspettiamo sul palco (dove onestamente un paio d’anni fa non avevano demeritato, ndr) e al prossimo lavoro, che dovrà per forza farci capire quale strada prenderanno i gemelli Kaulitz già ventenni: tornare verso il (teen) rock visti gli esordi o rimanere sul pop elettronico, aperto a varie influenze per darsi un tono più adulto?
Fonte:
http://www.outune.net
Christopher Toh censisce HumanoidTRADUZIONE di Regen;;, SE PRENDI CREDITA!Indietro ai tempi in cui band proto-metal-punk come gli Oblivion Dust sono entrate in proprio, vivevano i Tokio Hotel. Non vengono dal Giappone – finchè il Giappone non sarà una provincia della Germania – ma facevano musica che si sarebbe accomodata in un film anime. Ciò ha anche aiutato il cantante Bill Kaulitz a sembrare come un personaggio dei manga.
Insieme al fratello Tom alla chitarra, al batterista Gustav Schäfer e al bassista Georg Listing, i Tokio Hotel hanno accumulato quattro hits n°1 e e tre album n°1 nel loro paese nativo (è la Germania, se ancora non l’aveste capito), partendo con il loro album di debutto Schrei nel 2005 – più tardi pubblicato in inglese con il titolo Scream.
E’ interessante notare che dopo tre anni dal loro debutto, hanno preso il premio “Best New Artist” ai Video Music Awards del 2008, e sono diventati la prima band tedesca a vincere tre premi ad eventi di MTV (ai VMAs, ai Latin American Awards e agli European Music Awards).
Così, molto era già aspettato, il loro secondo sforzo in inglese. Non è pesante come Schrei, ma ci sono ancora melodie e scricchiolii da tenere nella nostra consapevolezza, completo con il melodramma. La scaletta contiene anche Automatic, Zoom Into Me e Pain Of Love.
3.5/5
Edited by «eli.LovesBibi» - 31/10/2009, 15:49| DBW; THITA; FOLIO; TUT; FACEBOOK; TWIT| dreaming, Berlin. // icon © | Jost: Ha una volontà immensa, già da quando era ragazzo. Prima della registrazione del video di “Durch den Monsun” mi ha detto che voleva lasciarsi tatuato dietro la nuca il logo della band. Gli ho detto che non era una cattiva idea e gli ho chiesto cosa avrebbe fatto se il singolo fosse andato male o se avesse litigato con i membri della band fino allo scioglimento, e poi avesse avuto per sempre quel logo di merda tatuato sulla nuca. Bill poi ha detto, e aveva solo 14 anni: “Ho aspettato per tutta la vita il momento di uscire. Questo momento ora voglio tenermelo stretto, me ne fotto se sarà un flop o no”. « ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ » 11.07.2008 // 26.09.2009 unforgottable ♥ waiting for 12.04.2010 RIA AP3 LF FRL THG DDA YLL |
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